Roma (giovedì, 2 luglio 2026) — Roma Capitale ha avviato il confronto pubblico sulla proposta del nuovo “Piano Caldo”, configurandosi come la prima città italiana a definire una strategia integrata per ridurre l’impatto delle temperature estreme nei quartieri. Lo strumento normativo e operativo, presentato in Campidoglio dal Sindaco Roberto Gualtieri e dai principali assessori competenti, è supportato dall’Ufficio Clima e dai dati scientifici del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici.
Di Mirko Aglianò
La strategia risponde a un quadro ambientale critico descritto nel secondo rapporto di monitoraggio cittadino. I dati evidenziano come il 2025 sia stato il terzo anno più caldo dal 1991, preceduto solo dal 2024 e dal 2022, registrando ben 101 notti tropicali e la totale assenza di giornate di gelo. Per invertire la tendenza all’effetto “isola di calore”, il piano prevede lo stanziamento di 50 milioni di euro in cinque anni, articolati in 10 linee di azione e 30 misure specifiche volte a ridefinire lo spazio pubblico, tutelare la salute e proteggere le infrastrutture di rete.
Le linee di intervento consolidano le azioni già intraprese dall’amministrazione, che dal 2021 ha esteso le aree verdi di 187 ettari e messo a dimora 38mila alberi. Tra le principali novità figura la mappa interattiva dei “rifugi climatici”, una rete che conta già 178 spazi protetti al chiuso (come biblioteche e centri anziani) e 482 aree all’aperto ombreggiate. Sul piano infrastrutturale si prevede il potenziamento dei sistemi di refrigerazione negli asili nido tramite il piano “Scuole Verdi” entro il 2027, la sostituzione di 475 pensiline dell’autobus e la valorizzazione della rete idrica composta da oltre tremila fontanelle. Parallelamente, vengono potenziati i servizi sociali diurni, le unità di strada della Protezione Civile e il lavaggio stradale a cura di Ama per contrastare l’accumulo termico dell’asfalto.
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Last modified: Luglio 2, 2026
