Roma (domenica, 22 marzo 2026) — Il verdetto del parquet non lascia spazio a repliche. I capitolini hanno approcciato il match con un’intensità difensiva che ha mandato fuori giri il sistema di gioco marchigiano sin dalle prime battute. La chiave del successo risiede in un’efficienza offensiva chirurgica: la Virtus ha dominato il pitturato, chiudendo con una supremazia a rimbalzo che ha garantito una valanga di punti in seconda opportunità. Il controllo del pace è stato totale, con i padroni di casa capaci di alternare transizioni primarie fulminanti a una gestione ragionata del pick & roll centrale, mandando regolarmente in tilt le rotazioni difensive avversarie.
Di Mirko Aglianò
Le statistiche riflettono un dominio assoluto: il 94 a referto è figlio di una circolazione di palla fluida che ha generato tiri ad alta percentuale sia dall’arco che dal famigerato “mid-range”. Fabriano, dal canto suo, è rimasta intrappolata nella morsa romana, subendo la fisicità dei lunghi di coach Mecacci e faticando a trovare continuità nel catch and shoot. Con questa vittoria, la Virtus riduce il gap dalla capolista Livorno, regalando un senso di sicurezza e tranquillità a tutto l’ambiente, elemento quantomai fondamentale in questa ultima parte della stagione.
Il pubblico di Roma ha risposto presente, trascinando la squadra in un crescendo che ha trasformato l’ultimo quarto in una passerella (ultimo parziale 25 – 12). Ora la vetta non è più solo un obiettivo matematico, ma torna a essere un elemento che può essere perseguito con lucidità e fiducia nell’intero assetto societario. Se la costanza resterà questa, la scalata alla categoria superiore è, come si preannunciava tra i tifosi a inizio stagione, solo questione di tempo.
Last modified: Marzo 22, 2026
