Roma (giovedì, 9 ottobre 2025) — Il 9 ottobre 1982 Roma fu teatro di uno degli episodi più drammatici della storia repubblicana: l’attentato alla sinagoga della capitale, situata nel cuore del ghetto ebraico. Era il giorno della celebrazione dello Shemini Atzeret, festività di chiusura del ciclo delle solenni ricorrenze autunnali. Verso le ore 11:55, un commando armato lanciò una granata e aprì il fuoco contro i fedeli riuniti all’esterno del tempio maggiore.
Di Mirko Aglianò
L’attacco causò la morte di un bambino di due anni, Stefano Gaj Taché, e il ferimento di trentasette persone. Secondo le indagini dell’epoca, l’attentato fu attribuito a un gruppo legato all’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP), in un contesto internazionale segnato dal conflitto mediorientale e dall’escalation del terrorismo transnazionale.
Il bersaglio non fu casuale: la comunità ebraica romana, una delle più antiche d’Europa, era da tempo esposta a tensioni crescenti. Pochi giorni prima, l’allora ministro dell’Interno Virginio Rognoni aveva segnalato un “alto rischio” di azioni ostili contro obiettivi ebraici sul territorio italiano. Nonostante ciò, come riportato negli atti parlamentari, la sinagoga non ricevette un’adeguata protezione il giorno dell’attacco.
L’evento ebbe un forte impatto sull’opinione pubblica. Il presidente della Repubblica Sandro Pertini parlò di “un vile attentato contro cittadini inermi”. La tragedia riaccese il dibattito sulla sicurezza nazionale e sulla risposta delle istituzioni al terrorismo. Solo nel 2015 il Parlamento italiano ha ufficialmente riconosciuto Stefano Taché come “vittima del terrorismo”.
L’attentato del 9 ottobre 1982 non fu un episodio isolato, ma si inserisce in una stagione di violenza in cui estremismo politico, conflitti ideologici e tensioni internazionali attraversavano il Paese. Tuttavia, rappresenta un punto di svolta simbolico: colpire un luogo di culto significò colpire l’identità stessa di una minoranza storicamente integrata nella società italiana.
Immagine concessa con licenza CC BY-SA 3.0, fonte Wikimedia Commons
Last modified: Ottobre 9, 2025
