Roma (giovedì, 29 maggio 2025) — Terminata la carriera sportiva, molti cavalli da corsa rischiano di scomparire nell’oblio o, peggio, di finire in circuiti poco trasparenti. Nonostante la legge vieti l’utilizzo alimentare di questi animali, trattandosi di veri e propri atleti, la tracciabilità nella filiera resta spesso carente. Per offrire loro una seconda opportunità, il Ministero dell’Agricoltura (Masaf) e la Federazione Italiana Sport Equestri (Fise) hanno avviato un piano di recupero dedicato ai cavalli a fine carriera.
Di Mirko Aglianò
“Abbiamo siglato un accordo per garantire una prospettiva all’animale, puntando sul suo benessere e sull’impiego in attività sportive, terapeutiche e sociali”, ha dichiarato Patrizio La Pietra, sottosegretario del Masaf con delega all’ippica.
Grazie al loro temperamento docile e adattabile, molti cavalli possono essere riconvertiti alla pet therapy, in particolare per affiancare bambini e ragazzi con disabilità, autismo o sindrome di Down. Altri trovano impiego nel cinema o in programmi educativi contro le dipendenze digitali, dove la relazione con l’animale favorisce lo sviluppo di competenze emotive e relazionali.
Il reinserimento può avvenire anche nello sport: è il caso dell’Italia Polo Challenge, svoltosi a Villa Borghese durante la manifestazione di Piazza di Siena. “Dalla sella da corsa a quella da polo, abbiamo dato una nuova opportunità a questi animali, che abbiamo voluto premiare assieme ai loro cavalieri”, ha aggiunto La Pietra.
Alcuni cavalli diventano persino protagonisti sul grande schermo. È il caso di Laghat, film ispirato alla storia vera di un purosangue diventato cieco dopo oltre cento gare vinte. Ritirato dalle corse, sembrava destinato all’eutanasia. Invece, è diventato simbolo di rinascita. Il progetto Masaf-Fise punta a trasformare vite sospese in nuove storie di dignità, utilità e speranza. Perché anche i campioni con gli zoccoli meritano un futuro oltre il traguardo.
Tag: cavalli Last modified: Maggio 29, 2025
