Roma (lunedì, 9 febbraio 2026) — Una svolta decisiva interessa il destino di uno dei monumenti sportivi più iconici della Capitale. Nella mattinata di lunedì, la S.S. Lazio ha formalmente depositato presso il Dipartimento Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda la proposta per la riqualificazione, l’ammodernamento e l’ampliamento dello Stadio Flaminio. L’istanza, trasmessa tramite posta elettronica certificata, fa riferimento alle procedure semplificate previste dall’articolo 4 del decreto legislativo 38/2021, la cosiddetta “Legge Stadi”, che punta a favorire l’ammodernamento delle infrastrutture sportive italiane attraverso il partenariato tra pubblico e privato.
Di Mirko Aglianò
La documentazione inviata rappresenta il primo passo concreto per sottrarre l’impianto nerviano a oltre un decennio di abbandono e degrado. Nei prossimi giorni, gli uffici tecnici capitolini avvieranno l’analisi di prefattibilità del fascicolo, necessaria per l’indizione della conferenza dei servizi preliminare. Durante questa fase, verranno valutati parametri cruciali come l’impatto sulla viabilità urbana, la sostenibilità economica dell’operazione e, soprattutto, la compatibilità degli interventi di ampliamento con i vincoli architettonici che tutelano la struttura originale del 1959.
L’Amministrazione Gualtieri si trova ora a gestire una partita complessa: armonizzare le esigenze di una moderna arena sportiva con il rispetto del valore storico del manufatto. Il progetto della S.S. Lazio si aggiunge alle precedenti manifestazioni di interesse, ponendo il Comune di fronte alla necessità di scegliere la soluzione più idonea per la rinascita di un quadrante urbano strategico. Se l’iter riceverà parere favorevole, Roma potrebbe finalmente vedere la trasformazione del Flaminio in una “casa” d’eccellenza per lo sport, restituendo dignità e funzione a un capolavoro dell’architettura strutturale italiana.
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Last modified: Febbraio 9, 2026
