Roma — Si è svolto questa mattina, nell’aula Giulio Cesare in Campidoglio, il convegno “Generazione sicura: educare oggi per lavorare in sicurezza domani”, un incontro rivolto alle classi delle scuole superiori per promuovere la formazione come strumento di prevenzione degli incidenti sul lavoro.
Di Mirko Aglianò
L’iniziativa ha offerto un ampio spazio di confronto tra istituzioni, mondo della scuola, associazioni, tecnici e sindacati, con l’obiettivo di sviluppare una cultura condivisa della sicurezza e della responsabilità collettiva. Particolarmente toccante la testimonianza di Alessandra Pigliapochi, lavoratrice vittima di un incidente sul posto di lavoro, che ha contribuito a evidenziare l’importanza di un’educazione preventiva.
Nel corso dei lavori sono stati illustrati i dati aggiornati sugli infortuni in Italia e nel Lazio, ancora preoccupanti, a conferma dell’urgenza di agire sul piano educativo e culturale.
Tra i presenti, la presidente dell’Assemblea Capitolina Svetlana Celli, il consigliere capitolino Sandro Petrolati, il presidente nazionale ANMIL Antonio Di Bella, l’assessora alla Scuola di Roma Capitale Claudia Pratelli, insieme a rappresentanti di INAIL, Ispettorato del lavoro e organizzazioni sindacali.
“Un Paese civile non può accettare che si perda la vita lavorando” ha affermato Svetlana Celli, “la formazione deve diventare un investimento in sicurezza e consapevolezza, a partire dalle scuole”.
Sulla stessa linea il consigliere Sandro Petrolati, che ha ribadito: “La sicurezza si impara prima del lavoro, a scuola e nella formazione tecnica. Serve un’alleanza educativa tra istituzioni, scuole e imprese per costruire una cultura condivisa della prevenzione”.
Infine, Antonio Di Bella, presidente ANMIL, ha ricordato che nel 2024 “sono state 2.100 le vittime dell’insicurezza del lavoro”. Occorre, ha aggiunto, “un impegno strutturale, dall’edilizia scolastica alla conoscenza dei diritti, per diffondere una reale cultura della sicurezza”.
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Last modified: Ottobre 31, 2025
