Roma (giovedì, 31 luglio 2025) — Anticamente parte del Campo Marzio, l’area oggi nota come Rione Regola ospitava il Trigarium, un ippodromo destinato agli allenamenti degli aurighi sui carri a tre cavalli, in vista delle gare nello Stadio di Domiziano. Il nome del rione deriva da arenula o renula, la sabbia finissima che il Tevere deposita da secoli lungo i suoi argini durante le piene.
Di Mirko Aglianò
Nel corso del tempo, Regola è diventato uno dei rioni più caratteristici di Roma, ricco di storia, arte e tradizioni popolari. Tra i suoi monumenti più noti si annoverano Palazzo Cenci, legato alla tragica figura di Beatrice Cenci; Palazzo Farnese, oggi sede dell’Ambasciata di Francia; e Palazzo Spada, celebre per la galleria con la falsa prospettiva ideata da Borromini. Da non perdere anche via de’ Giubbonari, cuore dello shopping romano, via Giulia e Campo de’ Fiori, dove svetta la statua di Giordano Bruno, giustiziato in quel luogo nel 1600.
Fin dal Medioevo, Regola è stata zona di artigiani e lavoratori del Tevere: mugnai, tintori, macellai, cordai e conciatori. Proprio qui, dove si trattavano le pelli vaccine, nacque con tutta probabilità uno dei simboli della cucina romana: la coda alla vaccinara.
Il rione ha dato i natali o ospitato figure di rilievo come Cola di Rienzo, tribuno del popolo nel Trecento; Benedetto Cairoli, patriota risorgimentale; e San Filippo Neri, detto “Pippo bono”, che evangelizzò i giovani romani nella chiesa della Santissima Trinità dei Pellegrini. Qui morì anche Goffredo Mameli, autore dell’inno nazionale, ferito durante la difesa della Repubblica Romana nel 1849.
Delimitato da strade storiche come via Giulia e Campo de’ Fiori, il Rione Regola è contraddistinto da uno stemma con un cervo d’oro rampante in campo turchino: simbolo nobile di un quartiere profondamente legato all’anima di Roma.
Last modified: Luglio 31, 2025
