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Processo Regeni: la Corte d’Assise dichiara nullo un verbale di interrogatorio reso in Egitto

Roma (venerdì, 6 giugno 2025) — Nel corso del processo per l’omicidio di Giulio Regeni, la Corte d’Assise ha dichiarato la nullità di un verbale di interrogatorio reso da un agente della Direzione di Sicurezza Nazionale egiziana davanti alle autorità del Cairo, nell’ambito di una rogatoria internazionale attivata dalla Procura di Roma. La decisione riguarda l’inammissibilità dell’atto ai sensi dell’art. 512-bis del codice di procedura penale italiano, che disciplina la lettura di dichiarazioni rese da persone residenti all’estero.

Di Mirko Aglianò

Secondo i giudici, il verbale è stato redatto in violazione dei principi fondamentali degli ordinamenti italiano ed egiziano, risultando pertanto inutilizzabile nel processo. In particolare, la Corte ha rilevato l’assenza delle necessarie garanzie difensive, tra cui l’informazione sulle accuse e il diritto all’assistenza legale, elementi ritenuti imprescindibili per la validità dell’atto.

L’ordinanza chiarisce che, nell’ambito della cooperazione giudiziaria internazionale, vige il principio del locus regit actum, secondo cui si applica la normativa dello Stato in cui l’atto viene compiuto. Tuttavia, tale principio incontra un limite nelle norme inderogabili dell’ordinamento italiano. Tra queste, il diritto al silenzio e alla difesa, pur non espressamente codificati nella Costituzione, sono considerati essenziali per garantire un processo equo.

La Corte ha inoltre sottolineato come anche il codice di procedura penale egiziano preveda l’assistenza legale in fase di interrogatorio per gli indagati formalmente incolpati. L’agente egiziano, pur iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Roma, non sarebbe stato informato delle accuse né dei suoi diritti difensivi.

In conclusione, la Corte ha dichiarato nullo il verbale ai sensi dell’art. 178, comma 1, lettera e) c.p.p., trattandosi di nullità generale e rilevabile d’ufficio.

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Tag: , Last modified: Giugno 6, 2025
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