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Memoria di via Fani: le istituzioni commemorano il sacrificio di Aldo Moro e della sua scorta

Roma (lunedì, 16 marzo 2026) — Questa mattina, in via Fani, il Sindaco Roberto Gualtieri ha deposto una corona d’alloro presso la lapide commemorativa che ricorda i tragici eventi del 16 marzo 1978. La ricorrenza solenne ha inteso tributare un doveroso omaggio non solo alla figura del Presidente della Democrazia Cristiana, ma anche all’estremo sacrificio degli uomini incaricati della sua protezione: Oreste Leonardi, Domenico Ricci, Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino.

Di Mirko Aglianò

Il Sindaco ha descritto l’agguato come una “ferita profonda”, rimasta indelebile nella coscienza collettiva della città e dell’intera nazione. Quella mattina di primavera, un commando delle Brigate Rosse bloccò il convoglio dello statista, aprendo il fuoco e uccidendo i cinque servitori dello Stato prima di sequestrare Moro, dando inizio a cinquantacinque giorni di prigionia che avrebbero tenuto l’Italia con il fiato sospeso fino al tragico epilogo di via Caetani.

La commemorazione odierna non rappresenta solo un atto di ricordo storico, ma una riflessione civile sull’importanza della tenuta democratica. La presenza delle massime cariche cittadine sottolinea la volontà di Roma di porsi come custode di una memoria condivisa, ripudiando la violenza terroristica che ha insanguinato il Paese. Onorare i caduti di via Fani significa, oggi più che mai, ribadire la centralità delle istituzioni e della legalità, valori che quegli uomini hanno difeso fino all’ultimo istante della loro vita.

Immagine di proprietà del sito istituzionale di Roma Capitale, qui riprodotta per soli fini informativi.

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Last modified: Marzo 16, 2026
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