Pomezia (domenica, 6 luglio 2025) — A poco più di un anno dal rilancio annunciato in grande stile, il futuro della storica azienda Crik Crok appare oggi più incerto che mai. Nonostante le dichiarazioni ottimistiche rilasciate nel dicembre 2023 dalla presidente Francesca Ossani, alla presenza del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, la realtà industriale dello stabilimento di Pomezia si presenta in forte difficoltà.
Di Mirko Aglianò
Secondo quanto denunciato dai sindacati di categoria, la produzione all’interno della fabbrica, attiva dal 1949 e simbolo dell’economia del territorio, è ormai ridotta al minimo. Le giornate lavorative sono sempre più sporadiche, mentre la cassa integrazione straordinaria non è ancora stata erogata. A ciò si aggiunge la richiesta di concordato preventivo (la seconda nel giro di pochi anni) presentata dalla società presso il Tribunale di Velletri, attualmente all’esame dei giudici.
L’obiettivo dell’azienda sarebbe quello di contenere il debito accumulato e favorire l’ingresso di nuovi investitori. Tuttavia, il piano industriale non è stato ancora reso pubblico, alimentando il clima di incertezza tra i circa cento lavoratori dipendenti.
I sindacati Cgil, Cisl e Uil parlano di una situazione gravissima e denunciano la mancanza di risposte chiare: “Oggi il rischio non è solo la perdita di posti di lavoro, ma la chiusura di una realtà produttiva con un valore industriale e sociale importante per il territorio”.
Le sigle chiedono l’immediato pagamento della Cassa Integrazione da parte dell’INPS, il rispetto dei diritti economici dei lavoratori e un sostegno concreto per garantire condizioni di vita dignitose. “Serve chiarezza – concludono – sulle reali prospettive industriali e occupazionali, e un’accelerazione dei tempi nei percorsi giudiziari aperti”.
Tag: cric crok Last modified: Luglio 6, 2025
