Roma (giovedì, 26 febbraio 2026) — Il comunicato della società è arrivato come un fulmine a ciel sereno, interrompendo bruscamente un percorso sportivo che, stando ai soli risultati numerici, appariva impeccabile. La Virtus Roma 1960, nonostante il primato in classifica e una serie di vittorie che l’hanno proiettata tra le favorite assolute per la promozione, ha deciso di interrompere il rapporto con il proprio tecnico Marco Calvani. Una manovra che la dirigenza ha motivato non con il rendimento della squadra, bensì con la necessità di una diversa visione strategica e gestionale in vista della fase finale della stagione.
Di Mirko Aglianò
Dietro questa scelta drastica sembrerebbero celarsi tensioni latenti riguardanti l’evoluzione tecnica del roster e la gestione del gruppo negli scontri diretti. Nonostante i punti accumulati, alcune recenti prestazioni — tra cui la sconfitta interna contro Faenza — avrebbero evidenziato fragilità tattiche e una gestione dei momenti critici non in linea con le ambizioni della proprietà. La decisione di esonerare un allenatore primo in classifica è una mossa ad alto rischio, che sposta ora tutta la pressione sulla dirigenza e sul successore, chiamati a dimostrare che il cambio di guida sia l’unico modo per garantire il salto di categoria.
L’ambiente virtussino si interroga ora sulla stabilità del progetto. Se da un lato la società rivendica il diritto di intervenire preventivamente per evitare cali di tensione nei playoff, dall’altro la piazza fatica a metabolizzare l’allontanamento di un coach capace di riportare Roma ai vertici della categoria. Il nuovo allenatore erediterà una squadra dal potenziale enorme, ma dovrà agire rapidamente per ricompattare uno spogliatoio inevitabilmente scosso da questo improvviso cambio di rotta.
Last modified: Febbraio 26, 2026
