Roma (lunedì, 19 maggio 2025) — Dal 20 maggio al 1 giugno 2025, Davide Enia torna in scena con Autoritratto, uno spettacolo che intreccia memoria storica, introspezione e narrazione teatrale. Accompagnato dalle musiche composte ed eseguite dal vivo da Giulio Barocchieri, Enia propone un’opera intensa e profonda, in bilico tra testimonianza e rito collettivo.
Di Mirko Aglianò
Autoritratto è un viaggio personale e universale attraverso oltre trent’anni di storia siciliana, scandita dalle tragiche vicende legate a Cosa Nostra. Il racconto prende le mosse dal 23 maggio 1992, giorno della strage di Capaci, in cui persero la vita il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, fino ad arrivare all’atroce vicenda del piccolo Giuseppe Di Matteo, figlio di un collaboratore di giustizia, rapito, torturato e ucciso dopo 778 giorni di prigionia.
Enia definisce il suo spettacolo come “una tragedia, una orazione civile, un processo di autoanalisi personale e condiviso, un confronto con lo Stato, una serie di domande a Dio in persona”. Il male, raccontato nella sua forma più disumana, viene affrontato attraverso i codici espressivi del teatro popolare siciliano: il corpo, il canto, il dialetto, la figura del pupo, la recitazione e il cunto, forma antica di narrazione orale.
Il risultato è un’opera che fonde linguaggio scenico e coscienza storica, un autoritratto che da personale si fa collettivo, capace di interrogare lo spettatore su memoria, giustizia e responsabilità. Una riflessione profonda sulla ferocia della mafia e sul ruolo della società nella costruzione della memoria.
Autoritratto si presenta così come un lavoro necessario, in cui l’arte si fa strumento per comprendere e ricordare, per dare voce al dolore e alla resistenza, in un dialogo aperto tra individuo e comunità.
Tag: teatro Last modified: Maggio 19, 2025
