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Myanmar, terremoto devastante: oltre 2.000 morti, ma il bilancio potrebbe superare i 10.000

Naypyidaw (lunedì, 31 marzo 2025) — La Birmania (nome con cui è più noto in Italia lo stato del Myanmar) è stata colpita, il 28 marzo, da un terremoto di elevata magnitudo, con conseguenze atroci per la popolazione, e le speranze di trovare sopravvissuti sotto le macerie si affievoliscono. Tuttavia, un momento di speranza è arrivato questa mattina con il salvataggio di una donna, estratta viva dopo sessanta ore dai detriti del Great Wall Hotel a Mandalay. Un video diffuso sui social mostra i soccorritori e i presenti applaudire mentre la donna viene portata via su una barella, dopo un’operazione durata cinque ore.

Di Mirko Aglianò

Il numero delle vittime accertate ha ormai superato i duemila morti, secondo i dati diffusi dalla giunta militare. Tuttavia, il Servizio Geologico degli Stati Uniti (USGS) stima che il bilancio finale potrebbe essere molto più alto, con una probabilità superiore al sessanta percento che le vittime superino le diecimila unità, mentre le persone sopravvissute lottano per trovare cibo, acqua e un rifugio. “La situazione è drammatica”, spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia.
“I tanti sfollati hanno urgente bisogno di un riparo, acqua pulita e cure mediche. Nelle prossime ore porteremo forniture di primo soccorso, kit igienico-sanitari e altri beni essenziali”.

Il sistema sanitario del Myanmar è al collasso: gli ospedali sono pieni e il rischio di epidemie è elevato. Inoltre, le infrastrutture gravemente danneggiate (tra cui aeroporti, strade e ponti) rendono difficoltosi i soccorsi. Il crollo della torre di controllo dell’aeroporto della capitale Naypyitaw ha ulteriormente ostacolato l’arrivo degli aiuti internazionali. Per facilitare le operazioni, l’Unione Europea ha attivato il sistema di monitoraggio satellitare Copernicus, che sta fornendo immagini dettagliate delle zone più colpite, incluse quelle più isolate e difficili da raggiungere.

Secondo i sismologi, il sisma, di magnitudo 7.7, è stato particolarmente devastante a causa della lunghezza della faglia coinvolta. Le ultime analisi dell’USGS rivelano che la rottura della faglia si è estesa per almeno quattrocentocinquanta chilometri, più del doppio della stima iniziale di duecento km. “Il dato potrebbe essere aggiornato ulteriormente”, spiega Concetta Nostro, sismologa dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), “perché in Myanmar manca una rete sismologica locale e le analisi vengono condotte da stazioni distanti dall’epicentro”.

L’estremità meridionale della frattura era molto più vicina alla Thailandia, motivo per cui il terremoto è stato avvertito anche a Bangkok, nonostante la città si trovi a oltre mille km dall’epicentro.

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Tag: Last modified: Marzo 31, 2025
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