Scritto da 5:09 pm Roma, Eventi/Spettacolo

World Press Photo 2026: a Palazzo Esposizioni il fotogiornalismo che interroga il presente

Roma (mercoledì, 6 maggio 2026) — Dal 7 maggio al 29 giugno 2026, Palazzo Esposizioni Roma ospita la 69ª edizione del World Press Photo, la rassegna di fotogiornalismo più prestigiosa al mondo. Fin dal 1955, il concorso seleziona le opere dei migliori professionisti del settore, offrendo una testimonianza visiva indispensabile per comprendere la complessità della storia contemporanea e il ruolo cruciale dell’informazione visiva nelle democrazie moderne.

Di Mirko Aglianò

Il fulcro dell’esposizione è la “Photo of the Year 2026”, assegnata a Carol Guzy per lo scatto Separati dall’ICE. L’immagine, catturata all’interno del Jacob K. Javits Federal Building di New York, immortala il momento in cui un uomo viene prelevato dagli agenti dell’immigrazione a seguito di un’udienza, separandolo bruscamente dalla propria famiglia. La giuria ha premiato l’opera per la sua capacità di sintetizzare l’impatto umano e sistemico delle politiche migratorie, trasformando un dramma individuale in un simbolo di una condizione globale.

Accanto alla vincitrice, la mostra presenta lavori di straordinaria forza documentaria, selezionati tra oltre 57.000 scatti provenienti da 141 Paesi. Tra i finalisti spicca Emergenza umanitaria a Gaza di Saber Nuraldin, che documenta la disperata ricerca di sostentamento da parte della popolazione civile durante la carestia. Altrettanto significativo è il lavoro di Victor J. Blue, I processi delle donne Achi, che ritrae con solennità la dignità delle sopravvissute Maya Achi nel momento del riconoscimento giudiziario delle violenze subite durante la guerra civile guatemalteca.

Promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e organizzata dall’Azienda Speciale Palaexpo con World Press Photo Foundation e 10b Photography, l’esposizione si conferma non solo come una galleria fotografica, ma come un dispositivo critico necessario. Attraverso lo sguardo di testimoni diretti, il visitatore è invitato a interrogarsi sulla costruzione della memoria collettiva e sulle tensioni geopolitiche e sociali che definiscono l’attualità.

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Last modified: Maggio 6, 2026
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