Trieste (lunedì, 13 aprile 2026) — La memoria storica come antidoto al nazionalismo e fondamento della cittadinanza europea: con questo spirito si è svolta a Trieste la nuova tappa del “Viaggio del Ricordo”, l’iniziativa che porta gli studenti delle scuole di Roma e della Città Metropolitana nei luoghi simbolo della tragedia giuliano-dalmata. Ad accompagnare le delegazioni, il Sindaco Roberto Gualtieri ha sottolineato l’urgenza di conoscere da vicino una delle pagine più drammatiche del Novecento italiano.
Di Mirko Aglianò
Il percorso didattico e commemorativo ha toccato i punti nevralgici degli eccidi compiuti tra il 1943 e il 1945. Il Sindaco, affiancato dal primo cittadino di Trieste Roberto Dipiazza e dai rappresentanti delle associazioni degli esuli, ha deposto una corona d’alloro alla Foiba di Basovizza, monumento nazionale e simbolo delle esecuzioni sommarie perpetrate dai partigiani jugoslavi. La delegazione ha poi visitato il Magazzino 26, dove le masserizie abbandonate dagli esuli raccontano silenziosamente lo sradicamento di migliaia di famiglie costrette a lasciare l’Istria, Fiume e la Dalmazia nel secondo dopoguerra.
Secondo Gualtieri, la visita ai luoghi dei massacri e dell’esodo forzato è essenziale per comprendere le conseguenze estreme dell’odio etnico e dell’estremismo politico. Il messaggio rivolto ai giovani è stato quello della riconciliazione: restituire dignità alla memoria delle vittime non significa solo onorare il passato, ma anche ribadire i valori di pace e fraternità su cui poggia l’integrazione europea. Il confronto con la storia del Cippo dei Fucilati e la conservazione dei beni materiali degli esuli presso l’IRCI offrono agli studenti una prospettiva tangibile sulle sofferenze subite dai civili, trasformando lo studio teorico in un’esperienza di consapevolezza civile.
L’iniziativa si conferma uno strumento fondamentale per connettere le nuove generazioni a una storia per lungo tempo rimasta ai margini del dibattito pubblico, riaffermando l’impegno istituzionale nel garantire che il ricordo di quei tragici eventi resti un pilastro condiviso dell’identità nazionale e transfrontaliera.
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Last modified: Aprile 13, 2026
