Roma (giovedì, 12 giugno 2025) — Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma lancia un nuovo allarme: gravi carenze d’organico stanno mettendo in ginocchio il Tribunale di Sorveglianza di Roma, organo cruciale per la gestione delle misure alternative alla detenzione. A denunciarlo è il Presidente del COA, Paolo Nesta, che ha scritto direttamente al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, facendo proprie le preoccupazioni espresse dalla Presidente dell’ufficio giudiziario, Marina Finiti.
Di Mirko Aglianò
Secondo i dati ufficiali, mancano ventidue unità amministrative sulle settantasette previste in pianta organica. In particolare, sono attualmente in servizio solo due cancellieri e tre direttori amministrativi su sei. Una situazione definita “drammatica” e “insostenibile”, che sta compromettendo l’efficacia e la tempestività del lavoro del Tribunale.
“Parliamo di un ufficio che ha il delicato compito di vigilare su misure che incidono direttamente sulla libertà personale” ha dichiarato Nesta “e ci giungono molte segnalazioni da colleghi, su casi in cui detenuti in attesa di misure alternative restano in carcere per l’impossibilità materiale di trattare le loro istanze”. Il sovraffollamento delle carceri italiane è da tempo una delle criticità più rilevanti del sistema penitenziario. In tale contesto, l’inefficienza del Tribunale di Sorveglianza rischia di trasformarsi in una doppia violazione dei diritti, impedendo l’accesso a misure previste dalla legge e aggravando la pressione sugli istituti di pena.
“Si tratta di una vera e propria ingiustizia sistemica” conclude Nesta “che non può essere tollerata in uno Stato che si definisce di diritto. Con la Presidente Finiti chiediamo al Ministro Nordio di intervenire con urgenza per porre fine a questa situazione”.
L’appello congiunto punta ad ottenere un rafforzamento immediato dell’organico, considerato imprescindibile per il corretto funzionamento della giustizia di sorveglianza.
Tag: avvocatura Last modified: Giugno 12, 2025
