Roma (martedì, 23 giugno 2026) — Si è concluso ufficialmente a Roma il programma nazionale “MaaS for Italy” (Mobility as a Service), l’iniziativa strategica promossa dal Dipartimento per la Trasformazione Digitale della Presidenza del Consiglio dei Ministri e dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il progetto, volto ad accelerare la digitalizzazione dei sistemi di trasporto, ha rappresentato una delle più rilevanti sperimentazioni su scala europea in materia di integrazione dei servizi di viaggio e di interoperabilità dei dati sulla mobilità urbana e regionale.
Di Mirko Aglianò
L’evento conclusivo ha offerto l’opportunità di analizzare i dati complessivi di un programma strutturato su tre pilastri fondamentali: la sperimentazione diretta sul territorio, l’istituzione del repository digitale nazionale denominato DSRM (Digital Shared Resources for Mobility) e il potenziamento dei servizi tecnologici per il trasporto pubblico. Il modello introduce un paradigma innovativo che aggrega operatori pubblici e privati all’interno di un’unica interfaccia informatica, permettendo all’utenza di pianificare, prenotare e saldare soluzioni di viaggio multimodali attraverso una sola piattaforma applicativa.
Il monitoraggio finale attesta il coinvolgimento di tredici realtà territoriali, tra grandi aree urbane e regioni, registrando circa sessantamila utenti iscritti e il superamento del milione di spostamenti effettuati. Roma Capitale ha figurato tra le prime tre città pilota ad avviare la sperimentazione, affidando all’agenzia Roma Servizi per la Mobilità il ruolo tecnico di MaaS Integrator, con la responsabilità diretta dello sviluppo dell’infrastruttura tecnologica e del coordinamento dei flussi informativi.
A margine della presentazione dei risultati, l’Assessore capitolino alla Mobilità, Eugenio Patanè, ha confermato l’efficacia e la stabilità delle soluzioni tecnologiche testate. L’esponente della giunta ha tuttavia rilevato che, superata la finestra temporale coperta dai fondi straordinari del PNRR, la priorità risiede ora nella stabilizzazione del modello a livello nazionale, richiedendo la definizione di un quadro regolatorio certo, una governance permanente e adeguati stanziamenti finanziari a supporto della piattaforma centralizzata.
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Last modified: Giugno 23, 2026
