Roma (giovedì, 13 agosto 2026) — Il 13 agosto ricorre la Giornata internazionale dei mancini, un appuntamento istituito nel 1976 da Dean R. Campbell, fondatore della Lefthanders International, e ufficializzato su scala globale dal Left-Handers Club britannico nel 1992. La ricorrenza nasce con l’intento di sensibilizzare l’opinione pubblica sulle esigenze e sulle sfide quotidiane vissute da chi utilizza prevalentemente la mano sinistra in una società i cui oggetti, strumenti e spazi sono prevalentemente progettati per i destrimani.
Di Mirko Aglianò
Stime demografiche e studi scientifici indicano che i mancini costituiscono circa il dieci per cento della popolazione globale, con un’incidenza leggermente superiore tra gli individui di sesso maschile. Nel corso dei secoli, il mancinismo è stato oggetto di pregiudizi culturali e ostacoli sociali, come dimostra l’etimologia del termine “sinistro”, storicamente associato a concetti sfavorevoli. Per gran parte del Novecento, il sistema educativo imponeva il riorientamento forzato dei bambini mancini all’uso della mano destra, una pratica poi abbandonata con il progredire delle conoscenze psicopedagogiche.
Gli studi di neuroscienza evidenziano come la lateralizzazione nei mancini comporti una diversa organizzazione tra gli emisferi cerebrali, spesso legata a una spiccata elaborazione visuo-spaziale. Nel settore sportivo, in particolare nelle discipline di opposizione diretta come il tennis, la scherma e il pugilato, l’impiego della mancina costituisce spesso un concreto vantaggio strategico, poiché mette in difficoltà gli avversari abituati a schemi di gioco destrimani. La presenza di illustri figure storiche, da Leonardo da Vinci ad Albert Einstein, conferma come la mancinità rappresenti un’ordinaria variante dello sviluppo umano ricca di peculiarità.
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Last modified: Agosto 13, 2026
