Roma (venerdì, 20 febbraio 2026) — Il 3 marzo l’Aula Giulio Cesare diventerà l’epicentro di un dibattito globale sulla sostenibilità con l’appuntamento istituzionale promosso dalla presidente dell’Assemblea capitolina, Svetlana Celli. Protagonista della giornata sarà Jeremy Rifkin, teorico dell’economia circolare, che presenterà le tesi del suo ultimo saggio, “Pianeta Acqua”. L’iniziativa ambisce a superare la prospettiva antropocentrica tradizionale per abbracciare un modello che rimetta l’elemento idrico al centro delle strategie politiche ed economiche, trasformando Roma in un laboratorio di resilienza urbana.
Di Mirko Aglianò
Secondo Rifkin, la sopravvivenza della civiltà moderna dipende dalla capacità di affiancare al Green Deal un ambizioso “Blue Deal”. Questa transizione richiede un riorientamento totale: dal modo in cui governiamo la società alla gestione del nesso tra cibo, energia e risorse idriche. In particolare, Rifkin sottolinea il ruolo cruciale delle tecnologie dell’idrogeno per superare la discontinuità delle rinnovabili e garantire una sovranità energetica che sia, al contempo, rispettosa dell’equilibrio idrosferico. L’idea è quella di una “casa comune”, evocando le parole di Papa Francesco, che riconosca la Terra come un pianeta prevalentemente acquatico.
Il programma proseguirà il 5 marzo all’Auditorium Parco della Musica con i “Blue Awards 2026”. Organizzato da ANTER e CETRI-TIRES, il premio valorizzerà le soluzioni innovative proposte dagli studenti romani per la protezione dell’idrosfera. Come rimarcato da Svetlana Celli, il coinvolgimento delle nuove generazioni è essenziale per rendere operativo questo cambiamento di paradigma. Roma si prepara dunque a una settimana di lavori che non saranno solo celebrativi, ma programmatici, per stabilire un patto tra scienza, politica e giovani a difesa dell’elemento vitale per eccellenza.
Last modified: Febbraio 20, 2026
