Roma (giovedì, 5 marzo 2026) — Il capolavoro del Bardo torna a interrogare il pubblico romano attraverso una scelta artistica audace e rigorosa. La riduzione e l’adattamento curati da Angela Dematté affidano a Maria Paiato le vesti del Duca di Gloucester, il “genio cattivo” della storia inglese. Non si tratta di una semplice inversione di genere, ma di un’operazione interpretativa volta a restituire la cifra machiavellica del personaggio, fedele all’originale shakespeariano nel delineare un uomo politico deforme nell’anima quanto nel corpo, la cui indomabile forza negativa continua a esercitare un’oscura attrazione.
Di Mirko Aglianò
Scritta intorno al 1592, la tragedia conclude la “tetralogia minore” dedicata alla storia d’Inghilterra, drammatizzando il tramonto della dinastia dei Plantageneti a favore dei Tudor. Gli eventi, che culminano nella storica battaglia di Bosworth Field del 1485, erano per il pubblico elisabettiano materia viva di identità nazionale. Oggi, la regia di Andrea Chiodi si concentra sulla solitudine del potere e sulla rapida successione di atti spietati che portano Riccardo al trono, prima della sua inevitabile e rovinosa caduta.
Accanto a Maria Paiato, un cast numeroso ed esperto — tra cui spiccano nomi come Riccardo Bocci, Francesca Ciocchetti e Giovanni Franzoni — contribuisce a rievocare quell’”inverno del nostro scontento” che apre l’opera. Il progetto nasce da una profonda sintonia tra attrice e regista, mirata a esplorare il destino di un uomo che, nel tradire ogni legame umano, rimane paradossalmente fedele solo alla propria natura distruttrice.
Immagine By Sergio D’Afflitto, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=113653101
Last modified: Marzo 5, 2026
