Roma (giovedì, 11 settembre 2025) — Da mesi i pendolari delle linee regionali Metromare e Roma Nord attendono i nuovi convogli promessi, ma i treni Firema restano soltanto sulla carta. I trentotto mezzi acquistati nel 2018 – venti destinati alla Metromare e diciotto a Roma Nord – non sono mai stati prodotti, aprendo un caso che pesa non solo sulla mobilità quotidiana ma anche sulle finanze della Regione Lazio, con un potenziale buco da cinquantasei milioni di euro.
Di Mirko Aglianò
Come riporta il portale di informazione AbitareARoma, dopo rinvii e fideiussioni mancate, l’assessore regionale ai Trasporti aveva valutato la possibilità di acquistare i vecchi treni MA300 di Atac, attualmente in servizio sulla metro B. Una soluzione però limitata, perché l’azienda capitolina deve garantire la continuità del proprio servizio.
Nel frattempo, la Firema è vicina al passaggio sotto il controllo del Gruppo FS, un’operazione che potrebbe assicurare maggiore stabilità all’azienda, ma che non chiarisce i tempi di consegna dei nuovi convogli.
Per superare lo stallo, la Regione ha avviato un confronto con il Comune di Roma e l’Anac per verificare la possibilità di acquisire i treni Hitachi destinati alla metro B. Due unità sono già state consegnate, ma restano in fase di collaudo per ottenere i nulla osta, mentre l’intera fornitura è stata finanziata con fondi ministeriali e giubilari: un ostacolo non da poco per un eventuale riutilizzo. Inoltre, servirebbero adeguamenti tecnici per l’impiego sulle linee regionali.
Intanto proseguono i lavori su binari, stazioni e manutenzione, ma senza nuovi convogli il rischio è che le infrastrutture restino “cattedrali nel deserto”. Per i pendolari la priorità rimane chiara: servono treni pronti e affidabili, prima che l’attesa si trasformi nell’ennesima promessa mancata.
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