Roma (martedì, 1 aprile 2025) — La vicenda che ha visto una bambina di cinque anni legarsi con lo scotch a una sedia sotto un tavolo per evitare di essere separata dalla madre, solleva interrogativi profondi sulla tutela dei minori e sul ruolo delle istituzioni. Il gesto della piccola non può essere ridotto a un semplice atto di opposizione infantile, ma rappresenta un grido di aiuto che richiede attenzione e ascolto.
Di Mirko Aglianò
L’intervento dello Stato nella protezione dei minori deve sempre essere guidato dal superiore interesse del bambino, come sancito dall’art. 3 della Convenzione ONU sui Diritti dell’Infanzia. Tuttavia, quando le decisioni giudiziarie vengono applicate senza gradualità e mediazione, si rischia di trasformare la tutela in un’esperienza traumatica. La reazione del condominio, che ha cercato di impedire il prelievo forzato, dimostra quanto questa misura sia stata percepita come ingiusta e sproporzionata.
Il caso solleva inoltre la necessità di una revisione della legge n. 54 del 2006, che ha introdotto il principio della bigenitorialità, ossia il diritto del minore a mantenere un rapporto con entrambi i genitori anche dopo la separazione. Sebbene il principio sia valido in generale, la sua applicazione rigida può risultare dannosa in situazioni di violenza domestica o grave conflittualità. La giurisprudenza ha più volte sottolineato che il diritto del minore alla relazione con entrambi i genitori non è assoluto, ma va sempre valutato in base alla capacità genitoriale effettiva.
Questo caso evidenzia l’urgenza di una riforma della giustizia minorile, che metta al centro la voce del minore e la sua reale tutela. Tra le misure necessarie:
– Escludere la bigenitorialità nei casi di violenza domestica, in linea con la Convenzione di Istanbul.
– Rendere obbligatorio l’ascolto del minore in tutte le fasi del procedimento.
– Formare adeguatamente magistrati e operatori sui temi della violenza di genere e della tutela dell’infanzia.
– Valutare il rischio prima di imporre affidi condivisi o regimi di frequentazione.
La legalità non può essere cieca: uno Stato che infligge traumi ai minori rischia di perdere la propria legittimità morale e giuridica.
Tag: minorenne Last modified: Aprile 1, 2025
