Roma (mercoledì, 9 luglio 2025) — E’ deceduto nella tarda mattinata di oggi 9 luglio, Claudio Ercoli, l’ispettore tecnico di piazza Eni rimasto gravemente ustionato nell’esplosione avvenuta il 4 luglio presso un distributore di carburante in via dei Gordiani, a Roma. Lo ha reso noto la Asl Roma 2, specificando che Ercoli è morto per shock termico irreversibile presso il Centro grandi ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio, dove era ricoverato con ustioni di terzo grado sul 55% del corpo.
Di Mirko Aglianò
Ercoli stava effettuando una verifica su una cisterna al momento dell’esplosione. Nei giorni scorsi le sue condizioni sembravano mostrare un lieve miglioramento, tanto da permettere un primo colloquio con la Polizia. Tuttavia, nella giornata dell’8 luglio, il quadro clinico si è aggravato in modo irreversibile, nonostante i tentativi di intervento chirurgico con innesto cutaneo.
Il bilancio dell’incidente resta pesante: quarantatré le persone coinvolte, tra cui diversi feriti gravi. Restano in condizioni critiche anche il vice ispettore Marco Neri e l’agente Francesco D’Onofrio, attualmente in cura al Policlinico Umberto I, così come l’autista Mauro Bagaglini, ricoverato con ustioni sul 25% del corpo e ancora impossibilitato a parlare.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Roma, proseguono con l’obiettivo di accertare eventuali responsabilità. L’ipotesi di reato principale resta quella di disastro colposo, ma a seguito del decesso di Ercoli potrebbe essere aggiunta anche l’accusa di omicidio colposo. I periti stanno lavorando per chiarire le cause esatte della deflagrazione, valutando anche eventuali profili di responsabilità ambientale.
Il tragico episodio ha sollevato forti preoccupazioni sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e sulle procedure di controllo degli impianti. La morte di Claudio Ercoli riaccende il dibattito sull’urgenza di prevenzione e vigilanza in ambito industriale e urbano.
Tag: distributore, esplosione Last modified: Luglio 9, 2025
