Roma (venerdì, 6 marzo 2026) — Il legame tra diritti, lavoro e rigenerazione dei suoli è stato al centro di un dibattito coordinato dall’Assessora Sabrina Alfonsi e da Daniela Carlà, volto a esplorare come la leadership femminile possa ridefinire i paradigmi della filiera alimentare. Un tema di stringente attualità, considerando che la Politica Agricola Comune (PAC) 2023-2027 identifica la dimensione di genere come prioritaria, sebbene le prospettive per il periodo 2028-2034 destino preoccupazione a causa di un ipotetico taglio del 20% dei fondi.
Di Mirko Aglianò
L’Italia si conferma uno dei sette Paesi dell’Unione Europea in cui la conduzione femminile supera il 30% delle aziende agricole. Questo dato, citato dall’Assessora Alfonsi, sottolinea la necessità di un’ottica della “cura” capace di rispondere simultaneamente alle crisi climatiche e alle disuguaglianze sociali. Roma Capitale sta attuando questa visione attraverso il bando delle terre pubbliche destinate a giovani agricoltori e il rafforzamento dell’agricoltura urbana, intesa come presidio multifunzionale e didattico. In questo contesto, gli orti urbani e il sostegno alle filiere corte, coordinati dal Consiglio del Cibo, diventano strumenti essenziali per incidere sulle politiche alimentari cittadine.
Al convegno hanno partecipato attivamente le rappresentanze sindacali di Flai CGIL, Fai CISL e Uila, insieme a esperte del settore forestale, vitivinicolo e della ricerca agricola (CREA PB). Il confronto ha evidenziato come l’integrazione di genere non sia solo una questione di equità, ma una risorsa strategica per la sostenibilità e la tutela della biodiversità, elementi cardine per un’economia rurale resiliente di fronte alle sfide geopolitiche e ambientali contemporanee.
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Last modified: Marzo 6, 2026
