Roma (martedì, 10 marzo 2026) — La partecipazione di Roma al Mipim 2026 segna il definitivo riposizionamento della città nelle dinamiche del mercato immobiliare globale. L’Assessore Veloccia ha evidenziato come la Capitale stia vivendo una fase di crescita strutturale, con investimenti diretti nel settore immobiliare cresciuti del 13,5%, raggiungendo quota 1,7 miliardi di euro. A sostenere questa traiettoria è un piano di opere pubbliche da 8 miliardi di euro entro il 2028, che spazia dal raddoppio dell’acquedotto del Peschiera all’espansione dello scalo di Fiumicino, fino alla chiusura del ciclo dei rifiuti.
Di Mirko Aglianò
Il paradigma della “città laboratorio” si concretizza in una serie di interventi operativi: dal nuovo stadio della AS Roma a Pietralata alla riqualificazione delle ex caserme di Guido Reni al Flaminio, fino al rilancio delle Vele di Calatrava a Tor Vergata. L’Amministrazione ha puntato su una riforma del quadro regolatorio, con l’aggiornamento del PRG e del piano dei servizi, a cui seguiranno nuove norme per il social housing e l’adeguamento del regolamento edilizio alle sfide climatiche.
Per il prossimo futuro, i riflettori sono puntati su due quadranti specifici: l’ex Velodromo Olimpico all’Eur, fermo da vent’anni, e l’area Torrevecchia-Quartaccio. In quest’ultimo distretto, il prolungamento della Metro A e la rigenerazione del complesso Bastogi rappresentano la scommessa per trasformare zone storicamente isolate in modelli di urbanismo connesso e sostenibile. “Chi investe a Roma oggi”, ha concluso Veloccia, “si inserisce in un mercato solido dove la collaborazione tra pubblico e privato è diventata la condizione strutturale della competitività cittadina”.
Immagine di proprietà del sito istituzionale di Roma Capitale, qui riprodotta per soli fini informativi
Last modified: Marzo 10, 2026
