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Roma, 3 anni di insulti e umiliazioni: tre minorenni a processo per atti persecutori

Roma (mercoledì, 9 aprile 2025) — Per tre anni, la sfortunata protagonista di questa storia, oggi diciassettenne, ha vissuto un incubo fatto di insulti, minacce e umiliazioni. La ragazza, affetta da un lieve ritardo cognitivo che non le impedisce una vita normale, è stata vittima di atti di bullismo reiterati da parte di tre coetanee, nella zona sud di Roma. Data la minore età, delle persone coinvolte in questa storia non saranno fornite le generalità, neanche con nomi di fantasia.

Di Mirko Aglianò

Secondo l’accusa, le tre giovani (oggi imputate per atti persecutori) avrebbero tormentato la loro coetanea a partire dal 2020, quando lei aveva tredici anni. Gli episodi si sarebbero verificati sia nei pressi della scuola che nel quartiere in cui vivono. Tra le frasi più crudeli rivolte alla ragazza: “Sei così brutta che devi morire” e “Perché vivi sulla Terra?”. Le giovani la deridevano pubblicamente, attribuendole caratteristiche che non aveva e rivolgendole epiteti offensivi.

Particolarmente gravi alcuni episodi documentati nell’inchiesta: video pubblicati su TikTok nei quali si ironizzava in modo offensivo su persone con ritardi cognitivi, indicandola come “modello” dei contenuti. Inoltre, le imputate avrebbero creato una chat, dove la vittima veniva bersagliata da insulti come “Ti diamo fuoco” o “Hai la scabbia”.

La pressione psicologica ha avuto effetti pesanti sulla ragazza, che progressivamente si è chiusa in se stessa, ha perso motivazione nello studio e ha iniziato a isolarsi. Alla fine, trovando il coraggio di raccontare tutto ai genitori, è scattata la denuncia.

Il procedimento giudiziario ha portato al rinvio a giudizio delle tre ragazze. Due di loro hanno già ottenuto la messa alla prova, misura alternativa che prevede attività di utilità sociale in cambio della sospensione del processo. Anche la terza imputata ha manifestato l’intenzione di intraprendere lo stesso percorso.

Le tre giovani, attraverso i loro legali, hanno presentato le proprie scuse alla ragazza bersaglio dei loro soprusi, esprimendo pentimento per le proprie azioni. L’inchiesta prosegue, mentre la vicenda riaccende l’attenzione sul tema del bullismo e della violenza psicologica tra i più giovani.

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Tag: Last modified: Aprile 9, 2025
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