Roma (lunedì, 13 ottobre 2025) — Dopo oltre ventiquattro mesi di prigionia nelle mani di Hamas, gli ultimi ostaggi israeliani sono stati liberati. Una notizia attesa da due anni, che ha suscitato profonda emozione anche a Roma, dove la Comunità Ebraica si è riunita in via Toaff per celebrare il ritorno a casa dei sopravvissuti al massacro del 7 ottobre 2023.
Di Mirko Aglianò
Come riporta l’articolo odierno del Corriere della Sera, davanti al grande manifesto con i volti degli ostaggi, tra bandiere di Israele, applausi e preghiere in ebraico, è stato rimosso lo striscione che per mesi ne chiedeva la liberazione. “Una giornata davvero intensa – ha dichiarato il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Victor Fadlun – perché a due anni di distanza gli ostaggi finalmente tornano a casa. Abbiamo un misto di grande pena e dolore per chi non tornerà più e allo stesso tempo il sollievo di vedere alcune persone riabbracciare le loro famiglie”.
Il presidente ha sottolineato come la Comunità non abbia mai smesso di sperare: “Sono due anni che nella sinagoga non abbiamo fatto altro che pregare per il loro ritorno e per la fine della guerra”. Ora l’auspicio è che l’intesa raggiunta venga rispettata da tutte le parti coinvolte. Fadlun ha poi messo in guardia dal clima culturale e politico degli ultimi anni: “In questo periodo abbiamo assistito a un ribaltamento dei valori e a una recrudescenza dell’antisemitismo. Adesso ci sarà un grande lavoro da fare su questo fronte”.
Non è mancato un riferimento al ruolo internazionale nelle trattative. “Dobbiamo riconoscere il valore enorme del lavoro fatto dal presidente Trump. E’ grazie a lui se siamo qui oggi”, ha affermato Fadlun, commentando anche le immagini provenienti da Israele, dove molti festeggiamenti sono stati accompagnati da messaggi di ringraziamento all’ex presidente degli Stati Uniti. La giornata si è chiusa con un momento di raccoglimento per ricordare chi, da quel 7 ottobre 2023, non ha più fatto ritorno.
Immagine di repertorio
Last modified: Ottobre 13, 2025
