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Michele Prestipino indagato: ipotesi di rivelazione di segreto d’ufficio con aggravante mafiosa

Roma (mercoledì, 30 aprile 2025) — Michele Prestipino, attuale procuratore aggiunto della Direzione Nazionale Antimafia (Dna), è indagato dalla Procura di Caltanissetta per rivelazione di segreto d’ufficio. Sul capo del magistrato grava anche l’aggravante di aver favorito la mafia, un’accusa che appare paradossale alla luce della lunga carriera spesa nella lotta alla criminalità organizzata, con incarichi di rilievo a Palermo e Reggio Calabria.

Di Mirko Aglianò

L’inchiesta, che muove i primi passi a Caltanissetta, sarà tuttavia trasmessa alla Procura di Roma, ritenuta competente in base a una recente giurisprudenza della Corte di Cassazione che ha spostato nella Capitale le indagini sui magistrati della Dna. Prestipino, ascoltato nei giorni scorsi, ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il suo legale, l’avvocato Placanica, ha espresso dubbi sulla competenza territoriale e sulla legittimità delle intercettazioni da cui sarebbe scaturita l’indagine.

Le contestazioni nascono da una conversazione captata dai magistrati nisseni tra Prestipino, Gianni De Gennaro – ex capo della polizia e attuale presidente di Eurolink – e Francesco Gratteri, consulente della stessa società per la sicurezza. I tre si sarebbero incontrati durante un pranzo, durante il quale Prestipino avrebbe riferito informazioni coperte da segreto istruttorio relative a indagini su interessi della ‘ndrangheta nel progetto del Ponte sullo Stretto.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Gratteri avrebbe successivamente avvertito altri soggetti legati al progetto. L’intercettazione è emersa nell’ambito di un filone investigativo sulla scomparsa dell’agenda rossa di Paolo Borsellino e su possibili coperture istituzionali nei depistaggi seguiti alla strage di via D’Amelio.

Prestipino, figura centrale dell’antimafia italiana, è stato per anni in prima linea contro Cosa Nostra e la ‘ndrangheta. Nel 2020 era stato nominato procuratore capo di Roma dal CSM, incarico poi revocato per irregolarità procedurali. Da gennaio 2022 è tornato a ricoprire il ruolo di aggiunto. L’evoluzione dell’inchiesta sarà ora affidata ai magistrati romani.

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Tag: Last modified: Aprile 30, 2025
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