Roma (sabato, 2 agosto 2025) — A pochi giorni dal 35° anniversario dell’omicidio di Simonetta Cesaroni, il caso che ha segnato profondamente la cronaca nera italiana torna prepotentemente sotto i riflettori. In libreria arriva “L’intrigo di via Poma – L’omicidio di Simonetta Cesaroni e il dattiloscritto perduto” di Giacomo Galanti e Gian Paolo Pelizzaro (Baldini+Castoldi, collana TempoReale), un’opera che svela retroscena mai raccontati e riporta alla luce un documento rimasto inedito per decenni.
di Monia Settimi
Era il 7 agosto 1990 quando la giovane Simonetta, impiegata part-time negli uffici degli Ostelli della gioventù di via Poma a Roma, venne ritrovata senza vita in circostanze mai del tutto chiarite. Il suo assassino, a oggi, non ha un volto. A fine 2024, un’ordinanza del gip ha riacceso la speranza di fare luce, respingendo la richiesta di archiviazione avanzata dalla procura.
In quell’occasione è riemerso un tassello importante: un dattiloscritto del 1996 firmato da Pelizzaro, allora giornalista investigativo, contenente informazioni sensibili poste sotto riserbo dall’autorità giudiziaria. Il testo si concentrava, tra l’altro, sui “fogli firma” utilizzati dai dipendenti per registrare ingressi e uscite, dettaglio che oggi torna di grande rilevanza.
Nel 2020, durante le ricerche per il podcast “Le ombre di via Poma”, Galanti rintracciò quel documento dimenticato. Da qui è nata la collaborazione con Pelizzaro, con l’obiettivo di dare finalmente voce a quell’inchiesta sospesa nel tempo.
Il volume appena pubblicato ricostruisce l’intera vicenda del delitto, aggiornandola con le più recenti evidenze investigative. È un lavoro costruito con rigore giornalistico e con rispetto, per restituire dignità alla memoria di Simonetta e ai suoi familiari. Come spiegano gli autori, l’opera è un filo che unisce appunti chiusi in un faldone degli anni ’90 alle indagini che oggi, dopo oltre tre decenni, potrebbero ancora offrire risposte.
Last modified: Agosto 2, 2025
