Roma (domenica, 23 marzo 2025) — Quest’oggi presentiamo lo scrittore romano Simone Clementi, trentanovenne, a cui abbiamo rivolto una serie di quesiti in merito al suo percorso artistico-letterario, e all’attuale scena editoriale italiana.
Di Mirko Aglianò
- Simone, nel tuo percorso creativo, che ti ha portato alla pubblicazione di diverse opere con vari editori, puoi indicarci quali sono stati gli stimoli e le ispirazioni che hanno trainato la tua opera di scrittore? Quali sono stati i tuoi modelli di riferimento?
Mia madre è stata sempre una grande lettrice, fin da piccolo c’erano molti libri sia in casa nostra che nella casa del nonno, dove passavo tutte le mie estati dopo la scuola. Credo però che ci siano stati vari momenti che mi hanno fatto capire che fosse questa la mia strada:
– Leggere e scoprire Stephen King a 14 anni.
– La curiosità di indagare nell’animo e nella psiche della gente.
– Raccontare il nostro paese e la società, attraverso le storie e il mistero. - Ogni percorso artistico inevitabilmente presenta delle difficoltà. Le tue quali sono state?
Purtroppo, e per fortuna, sono molteplici. Potrei scriverci un libro. Ci sono molti libri e pochi lettori e questo ti trasforma nella classica goccia in mezzo all’oceano. La frenesia della nostra società e di conseguenza, le difficoltà nel trovare il tempo per studiare, scrivere e fare ricerche. Ma tutto questo fa parte del percorso, è la classica “gavetta” che ognuno di noi deve fare. - Qual è la situazione editoriale oggi nella scena romana?
Nella scena romana e anche in tutta Italia, la scena editoriale è un gran bel mondo a parte. Un oceano dove nuota di tutto ed è bello anche per questo. Ci sono realtà che fanno una gran fatica a far uscire storie di autori emergenti ma lo fanno con molta passione e professionalità. C’è anche il lato oscuro, chi si muove solo per profitto e ignora completamente gli interessi e il rispetto per gli autori. - Entriamo nel dettaglio della tua produzione: qual è la tecnica compositiva che utilizzi, e quale metodo operativo preferisci?
Ogni scrittore sviluppa il suo metodo. Io sono di quelli che fanno molte ricerche e prendono appunti prima di mettermi a scrivere. Appunto l’idea, la sviluppo per creare una trama, scrivo i profili personali e psicologici dei personaggi più importanti. Faccio ricerche sul luogo scelto e sul periodo che ho deciso di raccontare e su altri aspetti tecnici. Per ultimo, scrivo la scaletta dei capitoli. - Il genere che senti più “tuo”?
Ho sperimentato vari generi, ma ho definitivamente scelto di scrivere gialli, thriller e soprattutto noir. Mi piace scavare nel lato oscuro della società e raccontare ciò che vedo. - Infine, che consigli senti di dare a chi si avvicina alla scrittura?
Dovete essere una spugna che assorbe tutto ciò che vedete e sentite. Studiate, immergetevi nei tanti consigli che potete trovare in giro nel web e dopo adattateli nel vostro stile e nel vostro personale modo di raccontare. Scrivete tanto, non siate timidi, sperimentate tutto quello che vi passa per la mente.
Simone Clementi ha pubblicato, in ordine:
“Affacciato alla finestra”, raccolta di racconti, Eracle Edizioni;
“Hey Joe”, romanzo storico, Eracle Edizioni;
“Un fiore cresciuto sul cemento”, romanzo di formazione, Ivvi Edizioni (solo in versione ebook);
“La stanza chiusa a chiave”, raccolta di racconti thriller, Rudis Edizioni.
Collabora inoltre attivamente con diverse riviste letterarie, e pubblicherà la sua prossima opera nell’estate 2025. Potete seguire Simone Clementi su Instagram tramite l’account instagram.com/ventotraicapelli._

