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Inchiesta Sogei, perquisizioni per l’AD Cannarsa: indagato per tentato peculato

Roma (martedì, 4 marzo 2025) — Continua l’inchiesta sui dirigenti Sogei, la società “in house” controllata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze che opera nel settore dell’ICT e della sicurezza informatica. Dopo l’arresto, nei mesi scorsi, dell’ex direttore generale Paolino Iorio, la Guardia di Finanza ha perquisito gli uffici e l’abitazione dell’amministratore delegato Cristiano Cannarsa, ora indagato per tentato peculato.

Di Mirko Aglianò

L’indagine, coordinata dal pm Lorenzo Del Giudice, ipotizza reati di corruzione e turbata libertà degli incanti in diverse procedure di appalto nel settore dell’informatica e delle telecomunicazioni. Nel mirino della Procura ci sono gare bandite da Sogei, dal Ministero dell’Interno, dal Ministero della Difesa e dallo Stato Maggiore della Difesa. Il coinvolgimento di Cannarsa nasce dalle dichiarazioni di Iorio, che ha chiesto il patteggiamento a tre anni di reclusione. In particolare, si indaga su una proposta di appalto da oltre un milione e mezzo di euro in favore della società Deas, attiva nella cybersicurezza e nell’intelligenza artificiale.

Secondo la versione fornita da Iorio, il progetto avrebbe potuto essere realizzato internamente o affidato ad altri fornitori con un costo ben inferiore, intorno ai duecentomila euro. A rafforzare l’accusa nei confronti di Cannarsa c’è anche un’intercettazione ambientale del giugno scorso che coinvolge Antonio Angelo Masala, ufficiale della Marina già indagato. Lo scorso ottobre, Iorio è stato arrestato mentre intascava una tangente da quindicimila euro dall’imprenditore Massimo Rossi, titolare della ICT Technology. Il denaro, secondo l’ex DG di Sogei, era il pagamento per alcune consulenze.

Iorio, inizialmente ai domiciliari, ha visto aggravarsi la misura cautelare dopo che la Procura ha accertato la cancellazione dei video di sicurezza installati nel suo appartamento. Nel corso delle perquisizioni, la Guardia di Finanza ha inoltre scoperto circa centomila euro in contanti, ritenuti dagli inquirenti il frutto di attività illecite.

Tra gli indagati figura anche Andrea Stroppa, manager considerato “l’uomo di Elon Musk in Italia”. Secondo un’informativa della Guardia di Finanza, un militare della Marina, tra i diciotto indagati, avrebbe tentato di sfruttare il progetto di acquisizione del sistema satellitare Starlink da parte del governo italiano per contattare Stroppa, referente del gruppo statunitense in Italia.

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Tag: Last modified: Marzo 4, 2025
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