Roma (mercoledì, 10 settembre 2025) — Pubblico gremito e appassionato quello accorso ad ascoltare l’intervento del professor Alessandro Barbero ieri sera, 9 settembre, al Circo Massimo in occasione della prima serata della festa annuale del giornale Il Fatto Quotidiano, che prevede una serie di incontri tematici, interventi, conferenze e concerti dal 9 al 14 settembre. Lo storico italiano assurto ormai al grado di personaggio pubblico si è intrattenuto sul palco dalle 21 con Marco Travaglio, giornalista e direttore del Fatto Quotidiano, in una serie di domande e risposte intorno al tema “Guerre e Paci”.
Di Mirko Aglianò
Ad aprire l’intervento è lo stesso direttore Travaglio, che salendo sul palco dichiara in modo compassato che sono presenti diecimila persone a seguire l’evento. E’ poi immediatamente il momento dell’attesissimo ospite, Barbero raggiunge la poltrona riservata sul palco accanto a Travaglio ed è subito tripudio con grandi acclamazioni da parte del pubblico. La struttura dell’intervento prevede, come già successo l’anno precedente, una serie di domande aperte da parte del direttore del Fatto Quotidiano sul tema della serata, a cui Alessandro Barbero risponde prendendosi lo spazio, di volta in volta molto apprezzato dal pubblico, di micro-lectio sul tema cercando sempre il trait d’union concettuale fra il passato e il presente, e come la storia e il lavoro dello storico possano aiutare a leggere l’attualità.
Di grande respiro i diversi quesiti proposti da Marco Travaglio, si apre con la domanda (nient’affatto scontata come sottolinea lo stesso) sulla differenza che c’è fra Guerra e Pace, si parla di San Francesco d’Assisi e della sua personale visione pacifica e pacifista, personaggio di cui lo stesso Barbero ha trattato in un libro uscito quest’anno per Laterza. Poi ancora la domanda a cui non si riesce mai a dare una risposta definitiva “Esiste una guerra giusta?” e la differenza fra pace giusta e ingiusta.
Il professor Barbero si destreggia fra le diverse domande con il suo solito stile energico ed appassionato che tanto piace al pubblico e che tanto è in grado di mantenere viva l’attenzione dell’auditorium nonostante le due ore piene di intervento; in alcuni tratti è lo stesso professore che si fa prendere la mano, scusandosi con un sorriso con il pubblico, per il dilungarsi su di uno specifico argomento o una specifica risposta ad una domanda che gli ha rivolto il direttore Travaglio. La narrazione dello storico non è mai ruvidamente nozionistica o cronachistica, ma sempre bagnata da una sapiente capacità narrativa in grado di proiettare gli astanti all’interno del momento storico che in quel momento è sotto la lente d’ingrandimento.
Alla fine dell’intervento, un esausto Barbero si ritira senza il consueto bagno di folla: “Sono stanco morto” ammetterà, lasciando un pizzico di delusione in quanti corrono sotto il palco per poter avere un contatto ravvicinato. Per chiunque voglia seguire ulteriormente il professore nelle sue conferenze, prossimo appuntamento il 26 settembre a Trento per una lezione sulla Comune di Parigi, mentre per gli altri appuntamenti della festa annuale de Il Fatto Quotidiano, il calendario completo è disponibile sul sito del giornale.
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