Roma (lunedì, 30 marzo 2026) — Il recupero monumentale dell’ex Mattatoio di Testaccio ha segnato oggi una tappa fondamentale con la presentazione della facciata d’ingresso restaurata. L’intervento, che restituisce alla cittadinanza l’antico splendore architettonico del complesso, si pone come il biglietto da visita di quello che l’Amministrazione capitolina intende trasformare in uno dei poli culturali e artistici più rilevanti a livello europeo.
Di Mirko Aglianò
Alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri, è stata ufficialmente inaugurata la rinnovata prospettiva d’accesso, dominata dal restauro conservativo del gruppo scultoreo della Tauromachia. L’opera, che raffigura la lotta tra l’uomo e il toro, non rappresenta solo un richiamo alla storica funzione della struttura progettata a fine Ottocento da Gioacchino Ersoch, ma è stata scelta come logo ufficiale della Fondazione che gestirà il sito. Il restauro ha permesso di recuperare dettagli ornamentali e materici che decenni di incuria avevano reso illeggibili, restituendo dignità a un manufatto che testimonia l’altissima qualità dell’edilizia civile dell’epoca.
Il Sindaco ha sottolineato come la bellezza architettonica, un tempo riservata anche a strutture funzionali e produttive come un mattatoio, debba oggi guidare la rigenerazione urbana del quadrante. Grazie a un nuovo sistema di illuminazione artistica, il complesso scultoreo fungerà da faro visivo per il quartiere Testaccio e per i visitatori della nascente Città delle Arti, un distretto che già ospita l’Accademia di Belle Arti, la Facoltà di Architettura di Roma Tre e il centro di produzione culturale Pelanda.
L’intervento sulla facciata non è che l’inizio di un più ampio processo di valorizzazione volto a integrare formazione, ricerca e produzione artistica in un unico ecosistema urbano. La restituzione di questo ingresso monumentale simboleggia la transizione definitiva dell’area da archeologia industriale a motore creativo della Capitale, capace di attrarre talenti internazionali e di offrire ai residenti nuovi spazi di fruizione estetica e sociale.
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Last modified: Marzo 30, 2026
