Roma (lunedì, 12 maggio 2025) — Tutti condannati i responsabili dell’omicidio di Andrea Gioacchini, freddato il 10 gennaio 2019 a colpi di pistola davanti all’asilo dei figli, in via Castiglion Fibocchi, nel quartiere Magliana. Il giudice ha accolto le richieste del pubblico ministero Francesco Cascini, riconoscendo il concorso in omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dal metodo mafioso.
Di Mirko Aglianò
Con rito abbreviato, e quindi con la riduzione di un terzo della pena, U.D.G. ed E.S. sono stati condannati a trenta anni di reclusione, mentre F.O., esecutore materiale del delitto, a venti anni. I tre imputati si trovano già in carcere.
Secondo la ricostruzione della Direzione Distrettuale Antimafia, il killer attese la vittima in sella a uno scooter, mentre Gioacchini accompagnava i figli all’asilo. Quando l’uomo risalì in auto insieme alla compagna, l’aggressore aprì il fuoco con una pistola calibro 7,65, colpendo Gioacchini al volto con tre proiettili e ferendo la donna all’inguine.
L’omicidio, eseguito in pieno giorno, avrebbe avuto una duplice finalità: eliminare un rivale e ribadire il controllo del territorio da parte di uno dei condannati, legato a Michele Senese, detto ’o pazzo, figura di vertice della camorra romana. Alla base del movente, vi sarebbe una disputa economica legata alla gestione di un ristorante il cui titolare era debitore verso Gioacchini. Quest’ultimo, secondo le indagini, avrebbe anche progettato una rapina da cinquecentomila euro ai danni di uno dei condannati in primo grado, confidandolo a un detenuto poi divenuto informatore.
Il co-mandante dell’agguato, risulta essere nipote di Giovanni Piconi, tra i fondatori della Banda della Magliana. L’omicidio di Gioacchini segnò una svolta negli assetti criminali della capitale, culminando, sette mesi dopo, nell’eliminazione di Fabrizio Piscitelli, alias “Diabolik”, altro episodio emblematico nella guerra tra clan.
Tag: gioacchini Last modified: Maggio 12, 2025
