Scritto da 5:16 pm Roma, Attualità

Città Metropolitana, confronto sulle nuove disparità di genere

Roma (martedì, 31 marzo 2026) — Il superamento della differenza di genere non è solo una questione di equità sociale, ma una necessità economica non più rinviabile per il sistema Paese. Ieri, presso la sede della Città Metropolitana di Roma, un articolato dibattito articolato in tre panel ha riunito istituzioni, sindacati e mondo accademico per analizzare gli ostacoli che ancora relegano l’Italia all’85° posto mondiale per parità di genere, con un focus urgente sulle prospettive delle nuove generazioni.

Di Mirko Aglianò

I dati emersi durante il confronto, coordinato dalla Consigliera delegata Cristina Michetelli, tracciano un quadro critico: l’occupazione femminile ristagna poco sopra il 50%, con un divario di 18 punti rispetto a quella maschile. A pesare è soprattutto il ricorso al part-time, che per le donne è otto volte superiore a quello degli uomini, spesso come scelta obbligata a causa di un welfare carente che delega il lavoro di cura interamente alla figura femminile. Nonostante l’alta qualificazione, le donne nei ruoli di vertice non superano il 30%, alimentando una preoccupante fuga di cervelli verso l’estero, raddoppiata negli ultimi vent’anni specialmente tra le laureate nelle materie STEM.

L’iniziativa ha visto la partecipazione delle consigliere regionali Marta Bonafoni ed Emanuela Droghei, e della Senatrice Cecilia d’Elia, che hanno evidenziato la necessità di politiche strutturali anziché interventi frammentari. La critica si è concentrata sulla visione tradizionale che vincola l’autonomia della donna al nucleo familiare, citando come esempi negativi la cancellazione di “Opzione Donna” e la mancata approvazione del congedo paritario.

Particolare rilievo è stato dato alla voce dei giovani, rappresentata dalla diciottenne Livia De Natale, a testimonianza di una Generazione Z sempre più consapevole e politicamente attiva. Nelle conclusioni, Michetelli ha ribadito l’urgenza di invertire la rotta: mentre l’occupazione cresce tra gli over 50, cala tra i giovani tra i 25 e i 34 anni. Senza garanzie previdenziali e un’effettiva indipendenza economica, il rischio è di lasciare le nuove generazioni in un limbo di precarietà, rendendo la rete tra istituzioni e territorio l’unico strumento per costruire un’alternativa reale al divario di genere.

Immagine di proprietà del sito istituzionale di Roma Capitale, qui riprodotta per soli fini informativi

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Last modified: Marzo 31, 2026
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