Roma (lunedì, 23 giugno 2025) — E’ accusato di strage e rischia l’ergastolo il trentaquattrenne egiziano residente ai Castelli Romani, arrestato con l’accusa di aver incendiato, per rancore personale verso le forze dell’ordine, due autorimesse di polizia e carabinieri. I fatti risalgono al 9 e al 24 febbraio scorsi e si sono verificati rispettivamente a Castel Gandolfo, presso una caserma dell’Arma, e ad Albano Laziale, all’interno del commissariato di Polizia.
Di Mirko Aglianò
Le indagini condotte dalla Digos e dal Ros dei carabinieri hanno permesso di identificare l’uomo, grazie anche a riprese video, riscontri sui luoghi e testimonianze. In particolare, durante uno dei numerosi sopralluoghi eseguiti nei pressi delle strutture colpite, il 15 febbraio gli investigatori hanno individuato il sospetto. A suo carico sono stati raccolti ulteriori elementi: alcuni indumenti e uno zainetto sequestrati nella sua abitazione risultano compatibili con quelli indossati dall’attentatore, che è stato filmato incappucciato mentre agiva durante la notte. Inoltre, diversi vicini hanno riferito di aver percepito, nei giorni degli attentati, un forte odore di benzina proveniente dal suo appartamento.
A Castel Gandolfo l’intervento tempestivo di un carabiniere di servizio ha evitato danni ingenti, spegnendo le fiamme che avevano già colpito due autopattuglie. Ben più gravi le conseguenze dell’attacco ad Albano Laziale, dove sono andate distrutte diciassette auto e sono stati riportati danni significativi all’edificio e a una palazzina adiacente.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Velletri ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere. Sebbene non emerga, al momento, una matrice eversiva, all’uomo viene contestato il reato di strage con finalità politica, in quanto volto ad attentare alla sicurezza dello Stato. Le indagini proseguono per escludere eventuali complicità.
Tag: castelli romani, incendi Last modified: Giugno 23, 2025
