Velletri (lunedì, 29 settembre 2025) — Sono state depositate venerdì scorso, 26 settembre, le motivazioni della sentenza della Corte d’Appello di Roma sul caso di Lavinia Montebove, la bambina travolta a soli sedici mesi nel parcheggio dell’asilo nido “La Fattoria di Mamma Cocca” di Velletri, il 7 agosto 2018. Un incidente che ha segnato per sempre la vita della piccola, oggi costretta a vivere attaccata a macchinari salvavita, e che continua a suscitare attenzione e polemiche.
Di Mirko Aglianò
Come riporta l’articolo odierno che vi ha dedicato CastelliNotizie, la Corte ha confermato integralmente le condanne inflitte in primo grado: un anno di reclusione con pena sospesa e sospensione della patente per la giovane mamma alla guida dell’auto che ha investito Lavinia, riconosciuta colpevole di lesioni stradali gravi, e 2 anni e 6 mesi di carcere per F.R., maestra e titolare della struttura, giudicata responsabile di lesioni colpose aggravate dall’abbandono di minori.
Secondo i giudici, la presenza di bambini nell’area esterna dell’asilo era del tutto prevedibile e avrebbe imposto maggiore prudenza alla conducente. Allo stesso tempo, la titolare aveva una “posizione di garanzia” nei confronti dei piccoli, violata da una serie di gravi omissioni.
Le motivazioni della sentenza descrivono come Rocca avesse lasciato il cancello aperto, affidato la sorveglianza a una bambina e spostato Lavinia dopo l’incidente senza chiamare immediatamente i soccorsi. La versione fornita dalla donna è stata definita dai giudici “del tutto inattendibile” e smentita dalle prove raccolte.
Le pene sono state ritenute proporzionate alla gravità delle conseguenze riportate dalla piccola e al dramma che da anni pesa sulla sua famiglia. La notizia è stata accolta con sollievo dal papà di Lavinia, Massimo, che in un lungo post sulla propria personale pagina Facebook ha dedicato le proprie riflessioni sulle motivazioni della sentenza.
Immagine di repertorio
Last modified: Settembre 29, 2025
