Roma (sabato, 14 febbraio 2026) — L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia si prepara ad accogliere uno degli eventi più interessanti della stagione sinfonica: il debutto del direttore ceco Petr Popelka, in scena il 19, 20 e 21 febbraio nella Sala Santa Cecilia. Popelka, la cui ascesa internazionale lo ha portato in breve tempo dal ruolo di contrabbassista alla direzione dei Wiener Symphoniker, guiderà l’orchestra in un repertorio che unisce modernità ritmica e lirismo tardo-romantico. Ad affiancarlo sarà Hélène Grimaud, pianista celebre non solo per il suo talento interpretativo, ma anche per il profondo impegno ambientalista attraverso il Wolf Conservation Center.
Di Mirko Aglianò
Il programma si apre con il dinamismo di Martinů e il suo omaggio al caccia Thunderbolt P-47, per poi lasciare spazio al celebre Concerto in Fa di George Gershwin, dove il pianismo della Grimaud esplorerà le contaminazioni jazzistiche della New York anni Venti. Nella seconda parte, Popelka affronterà la partitura di Francesca da Rimini di Čajkovskij, un turbine di passione ispirato al V Canto dell’Inferno dantesco, concludendo la serata con la celebre suite del 1919 de L’uccello di fuoco di Stravinskij, capolavoro di orchestrazione e colori timbrici.
Per approfondire la complessità delle opere proposte, venerdì 20 febbraio si terrà l’incontro Spirito Classico presso lo Spazio Risonanze. Curato dal musicologo Stefano Zenni, l’appuntamento offrirà al pubblico un’analisi tecnica e storica dei brani, arricchita da aneddoti e anticipata da un momento di convivialità. Questo debutto rappresenta un’occasione cruciale per il pubblico romano di scoprire la visione interpretativa di Popelka, la cui formazione come compositore promette una lettura analitica e profonda dei grandi classici del Novecento e del repertorio russo.
Last modified: Febbraio 14, 2026
