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Affitti brevi, il Tar del Lazio annulla le restrizioni sui self check-in: soddisfazione degli host

Roma (mercoledì, 28 maggio 2025) — Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso presentato dalla Federazione Fare contro la circolare del Ministero dell’Interno che imponeva l’identificazione “de visu” degli ospiti in strutture extralberghiere. La decisione, depositata il 27 maggio, annulla di fatto il divieto di utilizzo dei sistemi di self check-in, come i lucchetti con chiave (keybox), molto diffusi nelle città turistiche, Roma in primis.

Di Mirko Aglianò

La circolare del Viminale, emanata il 18 novembre 2024, stabiliva l’obbligo per i gestori di bed & breakfast e case vacanze di identificare personalmente gli ospiti, ritenendo non sufficienti i sistemi digitali per la verifica dell’identità. Una misura che, secondo il Ministero, era necessaria per ragioni di sicurezza. Tuttavia, per il Tar, tale obbligo contrasta con il principio di semplificazione amministrativa sancito dal D.L. 201/2011, volto a ridurre gli adempimenti per le imprese.

I giudici amministrativi hanno inoltre rilevato che l’identificazione faccia a faccia non garantisce necessariamente maggiori livelli di sicurezza, poiché l’alloggio potrebbe comunque essere utilizzato da soggetti non controllati direttamente. Inoltre, la circolare non forniva dati concreti a supporto della necessità della misura, limitandosi a un generico riferimento all’aumento delle locazioni brevi.

Soddisfazione da parte della Federazione Fare: “La sentenza conferma ciò che sosteniamo da sempre” ha dichiarato a Roma Today il presidente Elia Rosciano, “la sicurezza non può essere una scusa per frenare l’innovazione. Le regole servono, ma devono essere adeguate ai tempi moderni”.

Intanto, a Roma proseguono le attività di contrasto ai lucchetti abusivi. “L’azione che stiamo portando avanti” ha spiegato l’assessore al Turismo Alessandro Onorato “è indipendente dalla circolare. Le keybox installate su suolo pubblico restano vietate dal regolamento di polizia locale e continueremo a rimuoverle”.

Finora sono oltre cinquecento le installazioni rimosse nella Capitale. L’amministrazione attende ora un intervento normativo strutturale da parte del governo.

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Tag: , Last modified: Maggio 28, 2025
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