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Accadde oggi: Via D’Amelio, 19 luglio 1992, trentadue anni fa la strage che scosse l’Italia

Roma (sabato, 19 luglio 2025) — Il 19 luglio 1992, alle ore 16:58, una potente carica di esplosivo fece saltare in aria una Fiat 126 parcheggiata in via D’Amelio, a Palermo. Nell’attentato persero la vita il magistrato Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi (prima donna della Polizia di Stato a cadere in servizio), Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina. L’unico sopravvissuto fu l’agente Antonino Vullo.

Di Mirko Aglianò

La strage di via D’Amelio avvenne a soli cinquantasette giorni di distanza da quella di Capaci, in cui era stato ucciso Giovanni Falcone. I due magistrati rappresentavano il simbolo della lotta dello Stato contro Cosa Nostra. Con l’attentato a Borsellino, la mafia colpì un uomo ritenuto pericoloso non solo per la sua integrità, ma anche per l’impegno nel proseguire l’opera investigativa del collega e amico Falcone.

Le indagini successive furono segnate da depistaggi e omissioni che, per anni, hanno oscurato la verità. Nel 2023 la Corte d’Assise d’appello di Caltanissetta ha confermato che il primo processo sulla strage fu “uno dei più gravi depistaggi della storia giudiziaria italiana”.

Secondo la Direzione nazionale antimafia, l’attentato rientrava in una più ampia strategia stragista messa in atto da Cosa Nostra per condizionare lo Stato italiano nei primi anni Novanta. Oltre a Capaci e via D’Amelio, seguirono nel 1993 gli attentati di Firenze, Milano e Roma.

L’eredità di Paolo Borsellino resta viva nonostante il tempo. In un celebre discorso pronunciato poco prima di morire, affermava: “La lotta alla mafia […] non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale”.

A trentadue anni dalla strage, via D’Amelio è divenuta un luogo della memoria, simbolo di giustizia e resistenza civile, ma anche un monito per una verità ancora non del tutto raggiunta.

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Tag: Last modified: Luglio 19, 2025
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