Roma (venerdì, 6 marzo 2026) — Ricorre oggi l’anniversario della consacrazione di uno dei monumenti più rivoluzionari dell’antichità: la Colonna Traiana. Realizzata dall’architetto Apollodoro di Damasco, l’opera fu concepita come un monumentale rotolo di marmo che avvolge un fusto alto circa 30 metri. Attraverso 200 metri di fregio a spirale e oltre 2.500 figure scolpite, il monumento narra con precisione quasi cinematografica le due campagne militari condotte tra il 101 e il 106 d.C. contro il re Decebalo, documentando non solo le battaglie, ma anche la costruzione di ponti, accampamenti e la logistica di un esercito all’apice della sua efficienza.
Di Mirko Aglianò
Oltre al valore storico-militare, la Colonna costituisce un capolavoro di equilibrio architettonico. Composta da 18 colossali blocchi di marmo pario, essa racchiude al suo interno una scala a chiocciola che conduceva alla sommità, dove originariamente svettava la statua dell’imperatore. Ancora oggi, la “Regina delle Colonne” esercita una forza attrattiva irresistibile per milioni di visitatori. I turisti che affollano i Fori Imperiali restano affascinati dalla capacità narrativa del rilievo, che ha ispirato generazioni di artisti, dai maestri del Rinascimento ai registi contemporanei.
La conservazione del monumento permette oggi un viaggio visivo unico, rendendo la Colonna non solo un simbolo di vittoria militare, ma anche un archivio etnografico fondamentale per comprendere i costumi, le armi e le architetture dell’epoca. Nonostante l’erosione del tempo, essa rimane un pilastro dell’identità romana, un libro di pietra che continua a raccontare la storia di un impero che ha plasmato i confini e la cultura dell’Europa moderna.
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Last modified: Marzo 6, 2026
