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Accadde oggi: 29 luglio 1900, il regicidio di Umberto I e il clima politico del tempo

Roma (martedì, 29 luglio 2025) — Il 29 luglio 1900, a Monza, il re d’Italia Umberto I fu assassinato dall’anarchico Gaetano Bresci. Il regicidio rappresentò un evento dirompente nella storia dell’Italia unita, specchio delle tensioni sociali e politiche che attraversavano il Paese all’inizio del Novecento.

Di Mirko Aglianò

Gaetano Bresci, emigrato in America e attivo nei circoli anarchici, tornò in Italia con l’intento di vendicare la sanguinosa repressione dei moti di Milano del 1898, quando l’esercito, su ordine del generale Bava Beccaris, aprì il fuoco contro i manifestanti, causando centinaia di vittime. Per quella repressione, Umberto I aveva conferito al generale una medaglia al valore, gesto percepito da molti come un’affermazione dell’autoritarismo monarchico.

La sera del 29 luglio, durante una cerimonia sportiva, Bresci esplose quattro colpi di rivoltella contro il sovrano, uccidendolo all’istante. L’attentato suscitò sgomento in tutta Europa: “Il re Umberto è morto da soldato”, dichiarò il presidente del Consiglio Giuseppe Saracco. L’assassino fu subito arrestato e condannato all’ergastolo; morì in carcere l’anno successivo in circostanze mai del tutto chiarite.

L’omicidio segnò la fine di un’epoca. Umberto I, salito al trono nel 1878, fu un sovrano autoritario e ostile alle riforme sociali, sostenitore del nazionalismo e del rafforzamento dell’apparato militare. La sua morte aprì la strada al regno del figlio, Vittorio Emanuele III, che avrebbe regnato per oltre quattro decenni, attraversando due guerre mondiali e la crisi dello Stato liberale.

Il regicidio rivelò la fragilità delle istituzioni monarchiche in un’Italia lacerata da povertà, emigrazione e tensioni ideologiche. Come osservò Benedetto Croce, fu “un atto tragico che rivelò il vuoto di legittimità di una monarchia ormai distante dal suo popolo”. Una lezione storica ancora oggi oggetto di riflessione.

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Last modified: Luglio 29, 2025
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