Roma (giovedì, 24 luglio 2025) — Il 24 luglio 1908, durante la maratona dei Giochi Olimpici di Londra, un giovane atleta italiano destinato a diventare leggenda attraversava per primo il traguardo dello stadio White City. Il suo nome era Dorando Pietri, nato a Carpi nel 1885. Stremato dalla fatica, Pietri entrò nello stadio barcollando e fu aiutato dai giudici a percorrere gli ultimi metri. A seguito di un reclamo ufficiale da parte della squadra americana, venne squalificato per assistenza esterna. La medaglia d’oro andò così allo statunitense Johnny Hayes.
Di Mirko Aglianò
La vicenda suscitò un’ondata di emozione nell’opinione pubblica. L’allora regina Alessandra del Regno Unito, profondamente colpita dalla determinazione dell’atleta italiano, gli fece dono di una coppa d’argento in segno di ammirazione. Come scrisse il Daily Mail il giorno successivo: “Dorando ha perso la medaglia, ma ha vinto il cuore del mondo”.
La maratona del 1908 fu, tra l’altro, la prima corsa sulla distanza attuale di 42,195 chilometri, stabilita per permettere alla gara di partire dal castello di Windsor e terminare di fronte al palco reale nello stadio. L’impresa di Pietri rappresentò non solo un momento cruciale nella storia dello sport, ma anche uno degli episodi più iconici dei Giochi moderni. Il suo gesto, pur conclusosi con una sconfitta formale, incarnò i valori di perseveranza e spirito olimpico, tanto da essere ricordato ancora oggi come simbolo di dedizione estrema.
Dorando Pietri continuò a gareggiare con successo negli anni successivi, anche negli Stati Uniti, dove divenne una celebrità. Morì nel 1942, ma la sua storia resta una delle più toccanti dell’intera epopea olimpica.
Tag: maratona, squalifica Last modified: Luglio 24, 2025
