Roma (giovedì, 18 settembre 2025) — Il 18 settembre del 324 d.C. si combatté la battaglia di Crisopoli, nello stretto del Bosforo, uno scontro decisivo che vide Costantino I sconfiggere Licinio e diventare l’unico padrone dell’Impero Romano. L’evento segnò una svolta cruciale nella storia imperiale e aprì la strada a una delle figure più influenti dell’antichità.
Di Mirko Aglianò
Costantino, nato a Naissus (l’odierna Nis, in Serbia) attorno al 272 d.C., aveva già consolidato la propria posizione dopo la vittoria su Massenzio a Ponte Milvio nel 312 d.C. La lotta con Licinio, suo cognato e collega imperiale d’Oriente, fu lunga e sanguinosa, ma la battaglia di Crisopoli ne decretò la fine. Licinio venne deposto e successivamente giustiziato, lasciando Costantino come unico imperatore di un impero formalmente riunificato.
La vittoria non fu soltanto militare, ma anche politica e religiosa. Costantino legò il proprio potere alla protezione del cristianesimo, già riconosciuto con l’Editto di Milano del 313, che sanciva la libertà di culto. La sua adesione alla nuova fede, pur complessa e probabilmente graduale, rappresentò un punto di svolta nella storia europea: “Con Costantino” osserva lo storico Paul Veyne “il cristianesimo passò dall’essere una setta perseguitata a religione favorita dallo Stato”.
Oltre al piano religioso, il regno di Costantino fu caratterizzato da profonde riforme amministrative e urbanistiche. La fondazione di Costantinopoli, inaugurata nel 330 sulle rovine di Bisanzio, segnò la nascita di una nuova capitale destinata a dominare il Mediterraneo orientale per oltre un millennio.
L’eredità di Costantino è dunque duplice: da un lato, l’accentramento del potere imperiale in un’unica persona, dall’altro, l’integrazione del cristianesimo nella vita politica e culturale dell’impero. La battaglia di Crisopoli appare quindi come un momento cardine che non solo mutò l’assetto di Roma antica, ma pose le basi della futura civiltà europea.
Immagine di Pubblico Dominio
Last modified: Settembre 18, 2025
