Nemi — Dal 1° novembre al 14 dicembre, nelle sale di Palazzo Ruspoli a Nemi, si svolge la prima edizione della mostra “Ars et Vitis”, con il patrocinio del Comune di Nemi e il contributo di Ivo’s Enoteca. L’iniziativa propone un originale incontro tra arte contemporanea e vini pregiati, un dialogo estetico e sensoriale che esplora il legame simbolico tra creatività e natura.
Di Mirko Aglianò
Ad aprire la rassegna è stata la scultrice internazionale Marika Ricchi con l’opera “Pedes Vitae”, evocazione dei riti e delle tradizioni legate all’antica pratica della pigiatura, metafora della morte e rinascita della vite a ogni nuova annata.
La mostra riunisce ventiquattro opere originali, ciascuna associata a un vino selezionato per affinità tematica ed emozionale. L’abbinamento dà vita a un connubio sinestetico che invita il pubblico a una riflessione sul significato filosofico e spirituale del vino e dell’arte, oltre il loro valore estetico o conviviale.
Il percorso espositivo richiama anche la tradizione della pigiatura dell’uva con i piedi, pratica diffusa nell’antichità greca e romana. Nei palmenti, vasche in pietra o muratura, il gesto collettivo della pigiatura rappresentava un momento rituale e festoso, legato al ciclo della vita e della terra. Nelle società etrusche, le donne partecipavano liberamente a questo rito e ai banchetti, segno di una maggiore parità sociale rispetto alle coeve culture del Mediterraneo.
Il vernissage ha ospitato l’intervento del professore Paolo Pietromarchi, docente di Enologia all’Università Roma Tre, che ha offerto un approfondimento sul rapporto tra vino, cultura e identità. “Ars et Vitis” si propone così come un viaggio tra arte, storia e sensi, un’esperienza immersiva che celebra il vino come simbolo di comunione e rinascita.
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Last modified: Novembre 3, 2025
